Un nuovo inizio

Scrivo dopo il mio arrivo a Glenstone, perchè ho perso il mio precedente diario dopo la fuga repentina dal vascello su cui ero salita.
Lawrence ha trovato questo diario in qualche negozio di questa contea. Gliel'ho chiesto io, dato che la noia durante il giorno mi assale e dato che lui non vuole io mi allontani dal rifugio che abbiamo trovato, l'unico modo per far passare queste interminabili ore è appunto scrivere.

scrivere e leggere, per fortuna le donne che mi hanno accolto in quel tempio, sono state così premurose da insegnarmi questa che io definisco un'arte. Mi hanno avvicinato anche alla poesia, insegnandomi modi e parole che possono rendere gli scritti capaci di penetrare l'anima.

Quell'anima che io ho perso..

Non ho conosciuto mia madre, ne ho mai saputo nulla di lei. Mi ha lasciato fuori dai cancelli del tempio che mi ha accolta e cresciuta fino a che una notte ho deciso di scappare.

Scappare perchè ero braccata dalle guardie...Inseguita perchè rea d'aver ucciso, tacciata di stregoneria e come adoratrice del demonio, sulla mia testa pendeva la condanna a morte...

Lasciai la mia contea in una magnifica alba invernale: c'erano le nuvole tinte di sangue, bordate dell'oro del sole e l'aria fredda, pungente, pulita. Il mare stava scivolando sulla chiglia della nave e dalla stiva dove ero riuscita a nascondermi prima che la nave salpasse, osservavo la terra sempre più distante mentre i miei occhi si riempirono di lacrime che come diamanti scendevano sulle mie guance.

Ma come spiegare a loro che la mia è una condanna...non una scelta. La mia è una vera fame che mi porta a desidera di bere il sangue caldo di un umano. Se non lo faccio divento così debole che rischio di morire. Se mi ferisco, anche solo una ferita molto lieve, rischio di morir dissanguata..
Nelle mie vene scorre poco sangue e quel poco sangue mi rende quello che sono.

Le notti passavano e io sono riuscita a vivere cibandomi solo di qualche mela o un tozzo di pane rubato, magari caduto a qualcuno dei viaggiatori sul ponte.


Com'è bello il mare di notte..

E poi..una notte...mentre ero rannicchiata dietro a delle casse, ho sentito spalncarsi di colpo la porta della stiva, e poco dopo qualcosa, che poi ho scoperto con mio grande sgomento essere qualcuno, venir gettato ai piedi delle scale come se fosse un rifiuto, un sacco di patate.

Tremavo, temevo d'esser stata scoperta, temevo che la mia fine fosse oramai giunta al termine..ed invece la porta poco dopo si chiuse, e dietro ad essa potei udire le risate di scherno dei rozzi marinai.

Non so dire quanto sono rimasta lì..ma ero rannicchiata, tremante, con le braccia che stringevano al petto le mie gambe, la testa fra essse..

Paura....

Ma poi sentii un rumore, pari ad un fruscio...infine un lamento...un lamento così straziante che mi lacerò il cuore provocandomi da subito un feroce brivido che mi si conficcò nella nuca...

Non ero sola..

Poco dopo, mentre ancora ero rannicchiata su me stessa, senti così forte l'odore del sangue fresco, che la gola ha iniziato a bruciarmi...ma era così vicino quel profumo di vita che di scatto alzai la testa, e fu in quel momento che lo vidi....davanti a me..

Quegli occhi erano selvaggi, spalancati, pieni di indicibile angoscia, talmente perduti in qualche oscuro paese infernale che, quando gli posai con delicatezza la mano sulla spalla, lui parve non vedermi. Continuò solo ad emettere quell'alto lamento penetrante, il bel viso contorto in una smorfia di disperazione, lo sguardo fisso su un invisibile terrore.

Mi presi cura di lui...lo curai con quel che potevo, lo cullai ed infine quando lui si riprese...fui sua..e da quell'attimo la nostra vita è legata indissolubilmente uno all'altra.

Ho ucciso per lui i marinai che lo avevno frustato..portai la lingua di uno di loro...le mie labbra erano sporche di sangue così come il mio mento. Tante piccolo goccioline che a contatto con l'alba che stava nascendo rivelavano nel rifletto i colori dell'indaco.

Lui capì chi ero...io capii chi era lui..perchè la notte seguente mi procurò nuovo cibo...e così la notte dopo..fino a che le sparizioni dell'equipaggio e di alcuni viaggiatori inziarono ad insinuar un atroce sospetto..

Lawrence per me brilla di una radiosità interna, come un santo beatificato, un angelo..caduto ma non per questo meno glorioso da guardare.

Quella stessa notte fuggimmo, ma prima rubammo degli abiti, dei soldi..e una scialuppa...

La nostra vita, la nostra nuova vita insieme sta iniziando ora su queste nuove terre..Glenstone...

Ma io inizio ad avere fame..ed ad essere debole..sempre più debole...



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