L'alba...

E' stata una notte di duro lavoro...è l'alba e il clangor delle lema è cessato. C'è un innaturale silenzio, mentre il sole diffonde i suoi primi e tipidi raggi sulla neve ghiacciata.
Neve macchiata di sangue.
Molti uomini sono morti pochi i sopravvisuti.

Sono stanca, macchiata di sangue...Esausta..

Ho salvato delle vite, per altre non ho potuto fare niente. E' stata una lunga notte, una notte che sembrava senza fine.

Ancora risuonano i rintocchi dell'ariete sul portone di Wallantos. Ancora sente nelle mie orecchie gli ordini del comandate Darian ai suoi sottoposti..

Ma poi, poi non ho più avuto modo di ascoltare, perchè nelle due tente c'è stato un incessante via vai di feriti, moribondi e le loro urla di dolore riempivano tutto quanto.

E' stata dura, ma spero d'aver adempito al mio compito nel migliore dei modi.
Oggi ci saranno mogli e madri che piangeranno i loro figli davanti ad una croce di legno..
Oggi ci saranno urla di gioia per coloro che sono rimasti e che hanno sconfitto il nemico.

Io ho bevuto...i druidi non capivano quella strana raccolta di sangue...ma io ho bevuto, dovevo..e forse è proprio grazie al sangue che ho assunto che sono riuscita a rimanere lucida per tutta la notte...

Ora sono seduta su una branda dove fin a poco fa giaceva un soldato morto. Le lenzuola sono ancora sporche di sangue...e io osservo l'alba avanzare..

Un alba tinta di rosso, del sangue di coloro che hanno donato la vita per salvare la propria patria.

notte....

Glenstone 43° Samhain 12293

Il mio cuore sanguina...

il mio cuore sanguina...

Un'altra notte ain bianco a sopportar questa sete che miv iene da dentro
Nelle mie vene scorre il gelo di un sangue che non c'è..

Nelle mie vite non scorre più la linfa che mi da la vita, ma una maledizione che credo sarà eterna.

Ho urlato "Salvami!"

Ma nessuno ha risposto, infondo nessuno può salvarmi da questa dannazione..

Ho visto gli angeli, li ho attesi alla mia porta, li ho fatti entrare..e poi li ho portati da te...perchè ti possono salvare...loro devono salvarti.

Tu puoi salvarti...io no...

Sono persa in questo buio..non c'è luce a risplendere la mia notte....

{pergamena lasciata fra le pagine del diario. La grafia non è molto comprensibile}

Prima dell'oblio..


"Le conchiglie sono figlie del mare
e come tali
al mare devono sempre tornare"


il tempo passa...


13 giorni da che sono sbarcata a Glenstone assieme a Lawrence..

13 giorni in cui ho saziato la mia sete per ben 3 volte..anzi 4 sebbene la quarta vittima non sia morta per causa mia, ma ero lì quando ha esalato l'ultimo respiro...quando il suo cuore ha smesso di battere ed allora...allora ho bevuto quel dolce e amaro nettare che mi da la vita...

Il sangue per me è vita..ma capisco che per averlo devo uccidere...ma se si tratta della mia sopravvivenza non mi importa...

13 giorni in cui la mia vita è completamente cambiata. Lavoro ora presso il Sanatorio di Glenstone come novizia druida. Ho messo in pratica l'unica arte di cui sono capace, ovvero quella con le piante.
Ho conosciuto Lostris una brava persona..lei conosce il mio segreto, sa che non sono muta.

E' stato fin troppo semplice entrare nelle sue grazie.
Non so perché le persone appena mi incontrano provano questo profondo desiderio di proteggermi...

Se solo sapessero cosa si agita dentro di me...sarebbero ancora così gentili e premurosi?

Lawrence è sempre più spesso vittima dei suoi deliri, dei suoi fantasmi..la notte gli faccio bere un infuso di Valeriana e passiflora, almeno che il suo sonno non sia disturbato dagli incubi che lo tormentano....

Lo guardo dormire. Sul suo volto si riflette un tenero raggio di luna...accarezzo le sue cicatrici...

Ho fatto alcuni incontri in questi giorni, come con Twiaz della fiamma nera..scorbutico, mi ha preso in giro per il fatto che son muta...o meglio perché lui crede che io sia muta..Come mi piacerebbe piantargli lo stiletto in pieno petto...ma non posso, non ancora..se dovessi sbagliare la mia copertura potrebbe venir scoperta e per me si aprirebbero le porte per una nuova fuga...

Ho conosciuto anche un tipo stranissimo oggi. In piazza un tipo strano, con un cappello ancor più strano dal quale ho visto saltellar fuori un coniglio...giocava con delle carte, e la gente attorno lui puntava pure dei soldi....Ma poi se né andato, spero tanto di poterlo rivedere, perchè mi ha davvero incuriosito il suo fare...

Poi Adhemar, è arrivto ieri a Glenstone, se non ho capito sta cercando i suoi genitori. E' un brav'uomo, seppur nel suo sguardo vi sia sempre una sorta di malinconia.
Con lui ho passato alcune ore ieri sera, alla rocca dei custodi dove ci aveva invitati Darian...e poi questa mattina l'ho accompagnato nella piccola spiaggia vicino al Faro.
Ho trovato una stella marina..io non ne avevo mai vista una prima...lui mi ha detto che cos'era e poi mi ha anche detto di custodirla come ricordo di questa meravigliosa giornata.

" il mare porta spesso con se splendidi tesori"..sono state le sue parole..

" ma anche i peggio incubi che si agitano nell'oblio " è quello che ho pensato io...

Lawrence ancora dorme, credo che uscirò per farmi una passeggiata. C'è ancora nebbia...

Il silenzio...e la vita...

Devo scrivere in fretta...Lawrence sarà presto di ritorno e non voglio che mi trovi ancora bagnata...non capirebbe..anzi..peggio ancora potrebbe scoprire quello che ho fatto.

Siamo giunti in questa contea da qualche giorno oramai. E lui ha tentato in tutti i modi di procurarmi del buon cibo in modo da placare la mia insaziabile sete.
Ma il mio corpo malato, giorno dopo giorno consuma quel poco sangue che scorre nelle vene, riducendomi ad essere sempre più debole..e Lawrence seppur sia così premuroso, sia così attento ai miei bisogno, non può fare nulla contro questo evento..

E così gli ho ancora disubbidito..sono uscita dal nostro rifugio, quella piccola capanna che serve ai cacciatori e che noi abbiamo violato.
La spiaggia mi attira come il faro quella notte, che ci ha guidati fin a Glenstone...e così anche questa mattina sono andata a rimirar il mare e i suoi gabbiani..

Con mio enorme stupore il destino mio e quello di un'anima innocente si è venuto a scontrare...

La mia fame è stata più forte della razinalità del buon senso e così in un lampo di follia ho donato il sonno eterno a quell'innocente cretura..e del suo sangue mi sono nutrita.
Ora mi sento più forte anche se so che non tarderà a tornare la debolezza....

Ho ucciso, certo..ma perchè ho bisogno di sangue per sopravvivere...

Ho ucciso, avevo promesso di non farlo..non ancora almeno...pagherò le conseguenze..ma non sono assolutamente pentita di questo.

Trovo strano, come tutti cerchino di aiutarmi..C'è chi mi ha protetto e vegliato chiamandomi Chimera...c'è chi mi ha dato un pasto e un giaciglio caldo e mi ha sorretto in un momento di debolezza...eppure..cosa sono io agli occhi miei?

Il corpo di un bambino giace morente sullo scoglio piatto alla base del faro..

Lawrence perdonami..o salvami...ma non odiarmi.

Attendo ora il suo ritorno..ho lavto l'abito e l'ho appoggiato sulla sedia davanti al camino in modo che si possa asciugare...ora indosso solo una coperta e un sottile strato di seta..

Un nuovo inizio

Scrivo dopo il mio arrivo a Glenstone, perchè ho perso il mio precedente diario dopo la fuga repentina dal vascello su cui ero salita.
Lawrence ha trovato questo diario in qualche negozio di questa contea. Gliel'ho chiesto io, dato che la noia durante il giorno mi assale e dato che lui non vuole io mi allontani dal rifugio che abbiamo trovato, l'unico modo per far passare queste interminabili ore è appunto scrivere.

scrivere e leggere, per fortuna le donne che mi hanno accolto in quel tempio, sono state così premurose da insegnarmi questa che io definisco un'arte. Mi hanno avvicinato anche alla poesia, insegnandomi modi e parole che possono rendere gli scritti capaci di penetrare l'anima.

Quell'anima che io ho perso..

Non ho conosciuto mia madre, ne ho mai saputo nulla di lei. Mi ha lasciato fuori dai cancelli del tempio che mi ha accolta e cresciuta fino a che una notte ho deciso di scappare.

Scappare perchè ero braccata dalle guardie...Inseguita perchè rea d'aver ucciso, tacciata di stregoneria e come adoratrice del demonio, sulla mia testa pendeva la condanna a morte...

Lasciai la mia contea in una magnifica alba invernale: c'erano le nuvole tinte di sangue, bordate dell'oro del sole e l'aria fredda, pungente, pulita. Il mare stava scivolando sulla chiglia della nave e dalla stiva dove ero riuscita a nascondermi prima che la nave salpasse, osservavo la terra sempre più distante mentre i miei occhi si riempirono di lacrime che come diamanti scendevano sulle mie guance.

Ma come spiegare a loro che la mia è una condanna...non una scelta. La mia è una vera fame che mi porta a desidera di bere il sangue caldo di un umano. Se non lo faccio divento così debole che rischio di morire. Se mi ferisco, anche solo una ferita molto lieve, rischio di morir dissanguata..
Nelle mie vene scorre poco sangue e quel poco sangue mi rende quello che sono.

Le notti passavano e io sono riuscita a vivere cibandomi solo di qualche mela o un tozzo di pane rubato, magari caduto a qualcuno dei viaggiatori sul ponte.


Com'è bello il mare di notte..

E poi..una notte...mentre ero rannicchiata dietro a delle casse, ho sentito spalncarsi di colpo la porta della stiva, e poco dopo qualcosa, che poi ho scoperto con mio grande sgomento essere qualcuno, venir gettato ai piedi delle scale come se fosse un rifiuto, un sacco di patate.

Tremavo, temevo d'esser stata scoperta, temevo che la mia fine fosse oramai giunta al termine..ed invece la porta poco dopo si chiuse, e dietro ad essa potei udire le risate di scherno dei rozzi marinai.

Non so dire quanto sono rimasta lì..ma ero rannicchiata, tremante, con le braccia che stringevano al petto le mie gambe, la testa fra essse..

Paura....

Ma poi sentii un rumore, pari ad un fruscio...infine un lamento...un lamento così straziante che mi lacerò il cuore provocandomi da subito un feroce brivido che mi si conficcò nella nuca...

Non ero sola..

Poco dopo, mentre ancora ero rannicchiata su me stessa, senti così forte l'odore del sangue fresco, che la gola ha iniziato a bruciarmi...ma era così vicino quel profumo di vita che di scatto alzai la testa, e fu in quel momento che lo vidi....davanti a me..

Quegli occhi erano selvaggi, spalancati, pieni di indicibile angoscia, talmente perduti in qualche oscuro paese infernale che, quando gli posai con delicatezza la mano sulla spalla, lui parve non vedermi. Continuò solo ad emettere quell'alto lamento penetrante, il bel viso contorto in una smorfia di disperazione, lo sguardo fisso su un invisibile terrore.

Mi presi cura di lui...lo curai con quel che potevo, lo cullai ed infine quando lui si riprese...fui sua..e da quell'attimo la nostra vita è legata indissolubilmente uno all'altra.

Ho ucciso per lui i marinai che lo avevno frustato..portai la lingua di uno di loro...le mie labbra erano sporche di sangue così come il mio mento. Tante piccolo goccioline che a contatto con l'alba che stava nascendo rivelavano nel rifletto i colori dell'indaco.

Lui capì chi ero...io capii chi era lui..perchè la notte seguente mi procurò nuovo cibo...e così la notte dopo..fino a che le sparizioni dell'equipaggio e di alcuni viaggiatori inziarono ad insinuar un atroce sospetto..

Lawrence per me brilla di una radiosità interna, come un santo beatificato, un angelo..caduto ma non per questo meno glorioso da guardare.

Quella stessa notte fuggimmo, ma prima rubammo degli abiti, dei soldi..e una scialuppa...

La nostra vita, la nostra nuova vita insieme sta iniziando ora su queste nuove terre..Glenstone...

Ma io inizio ad avere fame..ed ad essere debole..sempre più debole...



La scoperta


Oggi ho capito...ho trovato la cura al mio male...

Anche il diavolo è un Angelo
Dio, nel quale io non ho fede, aiutami! Non credo in te: non ci credevo ma, se devo accettare il Male infinito che sono diventata, allora prego che esista anche il Bene infinito, e che abbia misericordia di ciò che rimane della mia anima.
Io sono un predatore. Il sangue degli innocenti macchia le mia mani...
{foglio di pergamena inifilato nel diario, non vi è data, ma la scrittura incerta fa pensare che l'età dello scrittore non sia di poco più che bambino}